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CINQUE PUNTI PER UNA STRATEGIA INTEGRATA DI RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE DEL QUARTIERE GARIBALDI A LIVORNO

Proposta presentata nell’ambito del “Percorso di rigenerazione sociale e culturale. Effetto Pop 2.0”

  • Pedonalizzazione e riprogettazione di Piazza Garibaldi e zone limitrofe:
    Trasformare la piazza in un’area pedonale a livello unico, eliminando il transito veicolare e migliorando l’illuminazione per aumentare la sicurezza e la vivibilità, spingendosi nel tempo a chiudere al traffico anche via della Pina d’Oro fino a piazza dei Mille, dove l’allargamento del marciapiede e l’istituzione di un senso unico di marcia eliminerebbe la quotidiana congestione veicolare.
  • Riqualificazione delle baracchine o acquisizione pubblica dei fondi sfitti:
    Riqualificare una parte delle baracchine ancora esistenti, attraverso la loro
    manutenzione e il loro accorpamento, per permettere alle associazioni che le gestiscono di continuare ad animare la piazza; in alternativa, se si dovesse procedere al loro completo abbattimento, acquisire da parte dell’amministrazione uno dei fondi centrali della piazza rimasto recentemente sfitto e da noi segnalato per la sua importanza strategica attraverso il monitoraggio che da anni operiamo nella zona.
  • Rilancio commerciale e riapertura dei fondi sfitti:
    Riorganizzare il contesto commerciale, attraverso la partecipazione a bandi regionali di rigenerazione urbana e la creazione di un tavolo di dialogo con i proprietari dei fondi sfitti, che favorisca la nascita non solo di nuove attività di commercio di vicinato ma anche di presidi sociali e laboratori artistici che animino il quartiere sia di giorno che di notte.
  • Creazione di un distretto del riuso popolare:
    Promozione periodica di mercati popolari delle pulci da svolgere nella piazza principale del quartiere, al fine di trasformarlo da spazio globale del commercio illecito di sostanze a distretto del riuso, in grado di mantenere la sua caratteristica popolare senza rinunciare ad attrarre un tipo di turismo più colto e alla ricerca di esperienze culturali.
  • Prototipazione di una “AntiGentrification Zone”:
    Attraverso un monitoraggio continuo dei cambiamenti urbani e la creazione di un tavolo di dialogo riesca a mediare tra l’interesse pubblico e quello privato, evitare che la rigenerazione urbana auspicata per la zona non si trasformi nella produzione di spazio per utenti progressivamente più ricchi.